L'Istituto ricorda la figura insostituibile del professor Gianfranco Goi, mancato in questi giorni, e che per lunghi anni è stato motore infaticabile di crescita e innovazione per le persone che hanno studiato e lavorato nella nostra scuola.

Questa pagina resterà aperta ai contributi di tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato e vorranno partecipare con noi al tentativo di tenerne vivi e presenti la memoria e l'insegnamento.

Aggiornato al 22/05/2020

Contributi

Messaggero Veneto del 7 maggio 2020

 

 "Caro Gianfranco, è davvero difficile trovare un modo per ritrarre uno che, come te, ha definito uno “stile”. So solo che quell’inattesa e repentina stilettata che ho avvertito nel cuore, nella testa e nell'anima, quando ho saputo che ci hai lasciato, mi accompagnerà per lungo tempo e mi guiderà al tuo ricordo."

(Ugo Masucci)

“È stato un vero motore per il nostro istituto”
(Flavia Marcuzzi)

“Il primo pensiero che ho avuto sul prof. Goi è stata la sua capacità di coinvolgere i ragazzi nelle attività che proponeva riuscendo non solo a farli sentire partecipi ma anche ad appassionarli a quanto stavano facendo. Questa sua capacità mi ha colpita da subito e credo che sarà parte fondamentale del ricordo che avrò di lui.”
(Elena Pascoli)

"Ma sa com'era Goi (usare il passato è difficile) sempre nell'ombra o dietro alla fotocamera, era lui l'uomo delle foto un po' tremanti magari, ma in ogni dove noi andavamo lui ci "rubava" quei momenti e chissà quante foto ci saranno nel suo computer. Mi ricordo che quando degli hacker gli hanno bloccato il computer lui avrebbe pagato solo per riavere quegli scatti rubati, quei momenti di vita quotidiana e le pose obbligate dietro minaccia.

Goi era così, mi sono sempre chiesta cosa sarebbe successo al Solari e alla C6 in particolare senza di lui...ne era il cuore. Ora sarà strano pensare che quella parte non c'è più. Forse è meglio che la scuola sia chiusa, riesco a immaginare i mormorii nei corridoi. è surreale.

Lui era il prof burbero e scorbutico che faceva timore un po' a tutti, ma sotto sotto tutti i suoi studenti sapevano che lui era un uomo buono e forse si comportava così perché non è facile cresce dei ragazzini e vederli andare via adulti."

(Serena Pittino, triennio C6 dal 2015 al 2018)


“Posso ricordare solo il suo modo sempre gentile, cordiale, di una riservatezza che - piacevolmente - mi riportava ai tempi in cui i rapporti umani erano belli.”
(Pietro Bellino)

“La sua presenza era sempre viva, spesso anche in palestra dove mi contattava per propormi progetti ed idee. Un vulcano sempre attivo che si è spento e che lascerà sicuramente un vuoto incolmabile.”
(Daniele Sclisizzo)

Ecco qua, una persona così umile, semplice, saggia, disponibile, generosa e che amava tutto ciò che faceva. La chimica era la sua più grande passione ma non solo, lui era una fonte straordinaria di cultura (tra i banchi di scuola si narra di come le sue lezioni partivano da un argomento di chimica analitica e si finiva a parlare di tutt’altro). Tutti i suoi allievi si ricorderanno il classico broncio di quando camminava velocemente a testa bassa ( e già si capiva che era meglio non infastidirlo), il fastidioso rumore che emetteva con le scarpe quando era seduto, i suoi colpi di tosse, le sue freddure, e la raffica di “dio pipin” di fronte al pc che non funzionava, i pizzicotti sulla spalla quando si faceva casino (per i maschi ovviamente), e altre mille cose che,

per quelli che l’hanno conosciuto in aula, sicuramente ricorderanno.

A parere mio una persona bellissima!

Ricordo di una frase che mi disse, la quale mi fece sorridere molto “ricordati... donne, cd e libri non si prestano a nessuno“.

Fuori dalle mura dell’aula ho avuto poche occasioni per conoscerlo ma sono bastate per capire la persona che era: un uomo molto alla mano e che ti stupiva ogni volta con qualche sua perla di saggezza.

Dispiace molto perché persone così ce ne sono poche.

Polse in pâs! Mandi prof!

(Manuele Foschiani, triennio C6 dal 2014 al 2017)


“Sempre l'ho trovato disponibile, aperto al nuovo, pronto alla collaborazione, concreto, positivo e pieno di entusiasmo.  
Tra le cose che ricordo di lui c'è il suo impegno per la crescita degli studenti da tutti i punti di vista, e quindi non ristretta all'ambito della sua disciplina, motivo per cui ha sempre incoraggiato anche lo studio delle lingue straniere ed è stato un collaboratore convinto dei primi progetti di scambio con la Finlandia che abbiamo curato negli anni 2004-2007. Quando ancora queste iniziative erano guardate con diffidenza e si faceva fatica a trovare ragazzi disposti ad accettare queste proposte, il suo appoggio è stato prezioso. Le 'sue' creme all'olivello spinoso sono state l'oggetto di scambio e confronto con la scuola di Kauhajoki che abbiamo visitato insieme ai nostri studenti.  
Era tanto 'presente' nella scuola che non potremo non sentire il vuoto che lascia.“
(Marina Arteni)

“Sei stato un grande prof.....i tuoi insegnamenti sono stati preziosi..... mancherai....”

(Elysa Straely)

 

“Avremo sempre di lui un bellissimo ricordo, tutto quello che ci ha trasmesso in questi anni! Con la sua sopportazione perché a volte lo facevamo dannare e la sua grande pazienza”

(Cinzia Billiani)

Caro Prof, 

ci sarebbero così tante cose da dire per ricordarla che un solo sito non basterebbe. Innanzitutto vogliamo dirle GRAZIE per tutto quello che ha fatto per noi in questi anni, è stato per noi una persona d’esempio e di riferimento, sempre disponibile e con la battuta pronta. 

Non potremo mai dimenticare le sue lezioni uniche, in cui si imparavano le cose in modo divertente, ad esempio quando ci faceva fare le molecole umane per farcele ricordare meglio, oppure quando si inventava i composti chimici con i nostri cognomi durante le interrogazioni (ad esempio: goiOH🡪goi⁺+OH⁻).

Per non parlare di tutto quello che ha fatto per farci andare in ospedale a praticare lo stage e, anche se alla fine non è stato possibile, ha fatto di tutto per farci comunque fare l’esperienza, facendoci scegliere un altro posto che ci interessava. 

Ma con lei abbiamo passato dei bei momenti anche al di fuori delle lezioni, ad esempio quest’anno quando ci ha portate in gita sul Montasio, anche se eravamo nell’altra sezione, e ci ha incoraggiate tutto il tempo con le sue “bacche di Goi” o con i suoi “ce la faccio” e “ce la posso fare”; oppure durante le ricreazioni, passate a chiacchierare di scuola, di progetti, della scelta del cane da comprare, della vespa di suo padre che aveva sistemato e con la quale doveva portarci a fare un giro con “autista e vespa d’epoca”… avevamo instaurato davvero un bel rapporto con lei, e per questo è davvero difficile accettare il fatto che se ne sia andato via così presto, la scuola non sarà più la stessa senza di lei!

In conclusione, vogliamo ringraziarla ancora una volta per tutto quello che ha fatto per noi e per la scuola in generale, le siamo grate! Ci mancherà davvero.

Giulia e Gioia [Cip e Ciop] (5^C6BS 2019-2020)

 

“Un bravissimo prof ma soprattutto un grande uomo!” 

(David Martinoia)

 

Sai Goi?

quando mi sono trasferita lasciando il “Solari” mi sono sentita una traditrice: ero stata accolta e formata come una figlia e me ne sono andata. 

Lo so lo so, stai sorridendo: 

“Non sono molto più vecchio di te!

Da insegnante di materie scientifiche, due conti dovresti saperli fare … “

Ok, touché! Ci siamo sempre divertiti a punzecchiarci.

Lasciami dire allora che nella vita si incontrano pochi maestri. Se poi quei maestri sono anche amici, ancor prima che colleghi, il dolore e la rabbia che ora sto provando si amplifica a dismisura.

Abbiamo condiviso un pezzo di strada, un pezzo di strada fondamentale nella mia vita. 

Abbiamo discusso spesso con passione, confrontandoci con l’obiettivo comune di trovare la soluzione migliore per la nostra scuola e i nostri studenti. 

Ma l’idea partiva sempre da te, io seguivo, imparavo.

Sarà perché non sono un fisico, ma non ho mai capito come riuscivi a correre più di me nei corridoi. 

Infondo non puoi negare che le mie leve sono più lunghe delle tue, ma la tua inesauribile energia mi ha sempre stupita. 

Forse è un problema di biochimica: quanti ATP riesci a produrre ossidando una sola molecola di glucosio? 32, come tutti, o 3200?

Ma la vera domanda è: come fai adesso a stare fermo?!

Sono sicura che qualcosa ti inventerai, figurati! Chi ti tiene!

Però per noi c’è un problema. Come facciamo????? Cavolo Goi!! Non si fa così!

Ok ok … stai di nuovo sorridendo: 

“Ma devo fare proprio tutto io !!!???”

Hai ragione, tu hai tracciato la strada, basterebbe seguirla. 

Ma non è solo la questione inspiegabile della resa energetica in ATP.  

Anche se trovassimo una soluzione biochimica, come potremmo sostituire il tuo entusiasmo vulcanico per idee sempre nuove e brillanti, il tuo umorismo, la tua capacità di organizzazione e coinvolgimento di colleghi e studenti sempre in nome della tua/nostra amata scuola?

Come potremo sostituire l’affetto della tua amicizia?

In questo momento sentiamo il dolore dello strappo ma sappiamo che il tuo esempio ci sosterrà.

La tua energia ci spingerà a continuare, proprio come hai sempre fatto tu, con forza e sentimento.

Hai lasciato un segno Goi! Cercheremo di seguire la strada che ci hai mostrato.

Ciao Maestro! 

Ci mancherai, tanto, troppo

W la chimica! soprattutto analitica

(Sara Vuano)

 

“Gran brava persona ed eccellente professore come pochi, e con tutte quelle che gli ho combinato in 5 anni.. Mandi Prof “

(Ivan Nott)


“Incredibile la sua determinata passione in tutto quello che faceva. Un grande trascinatore e motivatore per tutti. Colonna insostituibile dell'ISIS F. Solari.”
(Santi Restifo)

Alcune frasi celebri del prof Goi, che hanno sempre fatto sorridere i suoi studenti e che contribuiranno sempre a mantenere vivo il suo ricordo con un sorriso:

- il prof esclamava sempre: FINEZ o MMMH LE FAUCI quando un suo alunno un po’ svogliato sbadigliava senza : LA MANINA DAVANTI ALLA BOCCA GRAZIE!

- il prof era sempre ben felice e disponibile ad organizzare gite istruttive per i suoi studenti, gli alunni però lo tormentavano un po troppo: prof ci porta a Parigi, prof ci porta a Milano e così via... Il prof un giorno stanco delle troppo numerose richieste rispose: CHIALAIT CHE IO SEI GOI NO COGOI (famosa agenzia bus service)

- noi nuove generazioni eravamo purtroppo molto spesso distratte dall'utilizzo del cellulare il prof Goi ci riprendeva così: METTI VIA IL TAMAGOCI

- il prof Goi cercava sempre di essere in linea con lo slang dei ragazzi inserendo talvolta alcune parole in inglese nelle sue frasi: THE NEXT THE NEXT era solito dire quando leggendo il libro si voltava la pagina.

- il prof era sempre pronto ad aiutarci e spronarci, sapendo le potenzialità dei suoi alunni e convinto che potevano fare molto con tutti i mezzi tecnologici che avevamo a disposizione, ma un po’ pigri ad utilizzarli, diceva sempre: È INUTILE AVERE UNA FERRARI E TENERLA NEL GARAGE.

- il ricordo stampato nella mente di ogni studente che ha avuto l'opportunità di averlo come professore penso che sia però l'entrata in classe del prof con la sua valigetta, la sua cravatta con disegnati sopra tutti gli elementi della tavola periodica, la giacca, la camicia e il suo unico ed inibitabile: BUUONGIORNNN!! 

(Sara Veritti e la 5C6 a.s.2015-2016)

“Un bravissimo prof ma soprattutto un grande uomo!” 

(David Martinoia)

“Gran brava persona ed eccellente professore come pochi, e con tutte quelle che gli ho combinato in 5 anni.. Mandi Prof “

(Ivan Nott)

“è sempre stato disponibile, gentile e non mi ha mai negato un sorriso [...] La percezione è che se ne sia andata una persona di spessore, una che ci teneva veramente al futuro dei ragazzi.”
(Salvatore Damantino)

Questo è un pensiero, scritto col cuore da chi ha vissuto giorni su giorni con lui. Nessuno mai, come noi alunni può descrivere un prof. da ogni punto di vista, perché noi alunni un prof lo critichiamo, non lo sopportiamo alle volte, ma in fondo gli vogliamo un bene che non è paragonabile con nessun altro tipo di sentimento. Un prof è un po' come un secondo genitore per noi, che ci cresce da un punto di vista culturale passando con noi davvero la maggior parte delle sue giornate. Ecco il prof Goi era uno di quei pochi professori che oltre a lavorare con noi alunni a scuola, lavorava anche per noi fuori da scuola pensando a qualsiasi tecnica per farci apprendere il più possibile e divertendoci anche.

Parlo da alunno/a, penso chiunque sia stato alunno del prof. Goi se lo ricordi per il suo modo di fare. È difficile parlare di un ricordo, perché sembra ancora di rivivere quei momenti seduti su quei banchi con lui che entra con la sua valigetta, sempre tutto elegante, camicia e cravatta e inizia a fare l’appello. Si, da qui direi che si possa capire il prof. Non era un prof. moderno... anzi, era “alla vecchia” : appello, lezioni col gesso sulla lavagna, studio, verifiche, e tanta ma tanta passione che ha cercato di trasmettere a noi tutti. Lui amava i suoi alunni, lo vedevi perché cercava di coinvolgere chiunque nelle sue attività, e ci riusciva alla grande in modi anche bizzarri alle volte. Ci cercava di convincere a partecipare ad ogni sua iniziativa, per trasmetterci la sua stessa voglia di fare che alle volte da parte nostra era incompresa. I numerosi progetti che ha realizzato e soprattutto le creme con le stelle alpine alle quali era tanto affezionato, dimostrano quanto ci teneva al futuro dei suoi studenti, lo dimostra il dolore che portiamo dentro ognuno di noi sapendo che non c’è più. Tra quelle aule ha portato paura con le sue interrogazioni improvvisate, con le sue verifiche complesse, e con i suoi urli improvvisi quando ci vedeva troppo persi nei nostri pensieri, ma ha portato anche tanta gioia con la sua battuta sempre pronta e la voglia di scherzare, ma sempre fino ad un certo limite. Il nostro prof. Goi ce lo ricorderemo così. Con un sorriso e con tanto amore per i suoi alunni. Un abbraccio prof.

Jasmine B, Valentina B., Greta C., Consuelo C., Gianni C., Alessia D.C., Alessia D., Elisa F., Manuel M., Max O., Alessia S., Elisabetta Z. (5C6S a.s. 2018-2019)

 "Alla preoccupazione che accompagnava il minaccioso arrivo in Ufficio Tecnico di “GOI”, che aveva sempre da concretizzare un’idea finalizzata a inventare, concepire, organizzare qualcosa da offrire in termini di opportunità, consapevolezza, competenza alle tante generazioni di studenti che ha accudito, seguiva sempre la confortante consapevolezza della inesauribile energia e della incrollabile fede che ha accompagnato tutta la sua missione di docente.

Purtroppo è una preoccupazione che non avvertiremo più."

(Aulo Alberto Gottardis – Enrico Marquardi)


“Nei miei primi giorni di scuola, appena arrivato al Solari, avevo scambiato il prof. Goi (aria seria, baffi, giacca e cravatta, sempre in ordine) per uno dei dirigenti e stavo per presentarmi a lui come nuovo arrivato, perché lo vedevo impegnato in molte attività (ci incrociavamo spesso in bagno dopo la pausa pranzo, mi vedeva che mi lavavo i denti nel lavandino di servizio del Candoni, chissà cosa avrà pensato da chimico-biologo circa le colonie di batteri che sfidavo).
Poi ho scoperto che seguiva molte iniziative, dalla cosmesi di laboratorio, alle gite di istruzione e agli scambi studenteschi con altre scuole. Tutte attività che leggevo, con piacere ed ammirazione, "appese" nel corridoio di fronte a quei laboratori nei quali, sbirciando, lo vedevo fare lezione con i ragazzi "attorno" a lui: immaginavo una partecipazione nel "fare" letteralmente scuola, perché quei cartelloni raccontavano di un prodotto del lavoro intellettuale e manuale di un gruppo. Lo ricordo con queste inquadrature attraverso la porta, la luce da sud che illumina i laboratori attraverso i frangisole, i ragazzi con i camici bianchi, attenti e curiosi durante una lezione partecipata, oggi così lontana.”
(Paolo Porreca)

“un uomo profondamente onesto, professionale e discreto. Capace di ascoltare, interveniva con puntualità e rispetto nel gruppo di miglioramento facendo trasparire tanto amore per il Solari inteso come scuola fatta di persone e non mera istituzione.
Ci mancherà.”
(Mariangela Conzato)

"Ciao prof. 

Dottor ingegnere Gianfranco Goi

Faceva sempre il duro 

Ma sapevamo il mazzo che si faceva per noi

Ci teneva alla nostra educazione

e ogni tanto tirava giù un bestemmione

e ci urlava "quarta superiore".

Le piaceva organizzare corsi e gite

e ci ha sempre convinti a partecipare anche se non eravamo tanto felici,

col senno di poi non ci siamo pentiti.

Era sempre presente quando dovevamo lamentarci

e subito pronto ad aiutarci

Ci consigliava come andare avanti 

tra le sue battutine e i nostri pianti.

La ricorderemo con i suoi baffoni perfetti 

e i suoi copri occhialetti

Su in montagna a piantare stelle alpine 

e a scattarci le sue fotine. 

Grazie prof. per tutto quanto e mi raccomando

i due in cielo li metta solo ogni tanto.

A parte gli scherzi ci tenevamo a dirle che è stato un ottimo insegnante e una brava persona, il legame che abbiamo con lei è più forte del legame a idrogeno. Ci mancherà tanto ma si sa sono sempre i migliori che se ne vanno.

Lo dico piangendo addio prof. lei è stato un grande elemento.

I suoi alunni preferiti Greta e Max."

(Greta Cetrulo e Max Orlando, triennio C6 dal 2016 al 2019)


“Sei stato mio professore. Poi siamo diventati colleghi.
Siamo passati dal lei al tu e dall'italiano al friulano.
Ascoltavi sempre ogni mia proposta ed io ascoltavo le tue storie di innovazioni tecnologiche sconosciute ai più.
Abbiamo lavorato assieme a diversi progetti, io sempre annoiato e tu sempre appassionato. Con il progetto sulla ex Seima siamo riusciti a rimettere in moto il colloquio tra scuola e aziende e a far assegnare delle borse di studio.
Siamo stati complici quando mi hai telefonato dopo gli scritti dell'esame di maturità per chiedermi come si risolveva il problema di chimica che avevi messo perché non eri convinto della soluzione.
Sono riuscito un po' a farti cambiare perché quando mi hai chiesto che cosa volessi ti ho risposto che era ora che anche tu iniziassi a mettere dei 9 in pagella e da quell'anno così è stato.
Soprattutto però tu hai cambiato la mia vita quando mi hai chiamato quel giorno di dicembre per dirmi di provare a insegnare chimica proprio come te nella Nostra scuola. E da quel giorno continuo a fare questo lavoro che amo, di certo meno di quanto lo amavi tu, colonna portante assieme a Nadia e MM del settore chimico biologico degli anni d'oro.
Mi mancherai ma di certo non ti dimenticherò.
Mandi prof. Goi.”
(Enrico Radivo)

“Sono stato suo collega e abbiamo condiviso delle classi per tutti gli anni '90. Sono sinceramente colpito e dispiaciuto. Era difficile trovare un collega con tanta determinata passione nel tirar fuori quanto più possibile dagli allievi. Una delle molte persone per le quali rimpiango gli anni di servizio a Tolmezzo”

(Alberto Moretti)

“È stato un mio collega, una brava persona, e bravo insegnante, condoglianze alla famiglia.”

(Sandro Cucchiaro)

Ho lavorato con Gianfranco, ero una delle poche che lo chiamava per nome, in questi miei nove anni al Solari. Non è stato semplice all’inizio, tante le cose che ci separavano. Friulano lui, triestina io, lui chimico, io biologa...distanze culturali, forse un po’ di pregiudizio, ma la stima e il rispetto non sono mai mancati. Negli anni i nostri scambi di idee si sono trasformati in un vero e proprio sodalizio. Era un uomo di poche parole e molti fatti, un vero e proprio trascinatore, impossibile non farsi contagiare dal suo entusiasmo. Era un osservatore, capace di riconoscere il talento negli altri, ragazzi e colleghi. La sua idea di scuola era quella di una grande famiglia, un luogo dove si impara e si lavora, un luogo in cui stare bene e sentirsi parte di una comunità...questo è il grande insegnamento che mi ha lasciato, che la scuola è un luogo dei e per i ragazzi, è stato un Maestro anche per me. Mi ha insegnato a capire la friulanità, cercando di spiegarmela a parole ma anche attraverso l’autoironia, lo scherzo e le battute di campanile. 

Sembra impossibile ora pensare di immaginare la prossima giornata di scuola aperta senza di lui. Per lui quelle giornate erano una grande festa, in cui organizzare le attività dei laboratori era importante tanto quanto preparare il pranzo per i ragazzi e i colleghi che partecipavano alle attività. A dicembre, guardando entrambi soddisfatti i nostri ragazzi ridere e scherzare a tavola dopo una mattina passata in laboratorio a presentare le attività della scuola gli ho detto che eravamo diventati come pane e burro, ridendo mi ha risposto “magari come frico e polenta!”. Per la prima volta in quell’occasione era entrato in laboratorio per assistere alla mia lezione di anatomia, l’ha anche filmata, era entusiasta. “Sei brava” mi ha detto, mi sono commossa, non avevo bisogno di quelle parole per sapere quanto mi stimasse, è stato un regalo...

Non amava la luce dei riflettori il prof. Goi, lo metteva in imbarazzo. Lui era un regista, lavorava dietro le quinte, era capace di mettersi a fianco delle persone, dote riservata a pochi. Aveva una sua timidezza e una gentilezza d’altri tempi. Quante volte al bar faceva arrivare i cioccolatini al tavolo dove vedeva delle colleghe, ti voltavi per ringraziarlo ed era già sparito, sempre con l’urgenza di qualcosa da fare.  

Ricordo le sue schermaglie con la collega/rivale di sempre, la prof.ssa Ginevra del Malignani, altra grande insegnante prematuramente scomparsa. Le loro scenette sono diventate leggendarie, lei lo chiamava “carciofo”, lui faceva finta di offendersi ma poi arrivava con un vassoio di paste. Due grandi personalità, culturalmente molto distanti, ma accomunate dall’energia, dalla creatività, dall’amore per i ragazzi e per questo nostro mestiere, anche dal fatto di essere chiamati per cognome. Ricordo il dolore di Gianfranco alla notizia della morte della Ginevra, arrivata all’improvviso nel bel mezzo degli esami di stato, il suo scuotere la testa incredulo...in questi giorni mi piace illudermi credendo che esista un paradiso con un posto riservato ai professori, dove arrivando il prof. Goi viene accolto da una voce in lontananza che grida “è arrivato il carciofo!”, immagino il suo sorriso sotto i baffi prima ancora di vedere il ciuffo biondo... 

Ei fu. Se n’è andato in un giorno in cui se ne vanno i grandi...

Mandi Gianfranco, arrivederci prof. Goi, finché lavorerò al Solari cercherò di avere cura di tutto quello che ci hai lasciato, spero di esserne all’altezza.

(Gloria Bolognini)

Caro prof,

volevamo ricordarla con una breve lettera come noi la ricorderemo per sempre. Non solo ci insegnava chimica analitica, una materia che la appassionava molto alla quale cercava in tutti i modi di far appassionare anche noi. Lei ci intratteneva durante le sue ore con le sue battute, il suo modo di fare strano e allo stesso tempo divertente: mentre mimava i movimenti delle molecole oppure ci chiedeva a noi di farlo.  È sempre stato al centro dell’organizzazione delle gite, ha fatto il possibile per farci partecipare alla Cosmoprof a Bologna e ad organizzare vari progetti, come quello di cosmesi. Ci ha portati sul Montasio per il progetto “stelutis” a cui lei teneva molto, abbiamo piantato le stelle alpine e lei ha partecipato in prima persona. Non ha mai smesso di insegnarci trucchi e ad intrattenerci. A volte capitava, come ogni professore che si rispetti, che lei ci sgridasse per uno o l’altro motivo ma, era solo un momento, poi lei molto velocemente sapeva tornare quello di sempre, a scherzarci anche su. Quando si entrava nell’istituto dalla porta che da sui laboratori era una tappa obbligatoria passare da lei per un saluto e magari perché no… anche per una sua battuta. Era la visita più piacevole durante una dura giornata di stage. La ricorderemo sempre come il fondatore del nostro settore, il chimico- biologico e sicuramente l’unico che insegnava la materia “Goi”. E comunque prof, anche se lei lo ha sempre negato sappiamo che lei ci ha voluto bene, e che eravamo la sua classe preferita! Lei sarà sempre presente, questo lo sappiamo. Arrivederci prof un abbraccio dalle sue alunne Lorenzini e Artico anche se a volte ci chiamava per nome e altre volte per cognome.  

Un grosso abbraccio

(Ambra Lorenzini e Chiara Artico - 5^C6 a.s. 2019-2020)

 “Lo conobbi quando organizzò l'incontro con Ottavio Missoni. Un insegnante che amava davvero il suo lavoro. La terra gli sia lieve.”

(Sergio Cuzzi)

“Persona di grande spessore e stimato da tutti.”

(Angelo Savarino)

 

Del prof. Goi mi ha subito colpito la capacità di farsi dire di sì: ai progetti, agli stage, alle gite, ai pranzi organizzati, ai panettoni portati. L’entusiasmo e le energie quindi, e un’attenzione “vecchia maniera” per i ragazzi. Mi fermava per i corridoi, mani sui fianchi, e mi chiedeva cosa si potesse fare con quel gruppo poco coeso, con quei voti che faticavano a salire, con quell’impegno debole. Sorridendo e senza fronzoli, perché il prof. aveva una capacità di essere leggero anche nel rigore, anche quello “vecchia maniera”. «Abbiamo Goi dopo», la «verifica di Goi»; non di “Chimica analitica”, ma “Goi”: una disciplina, un modo di essere, una verifica difficile, esigente.

Dal suo laboratorio in fondo al corridoio, il prof. ha seminato tanto, sempre tra i ragazzi, sempre in mezzo a loro. Voglio pensare che seminerà ancora, perché quel modo di fare scuola deve essere portato avanti, dobbiamo tutti portare avanti un po’ di quanto, in tanti anni di rara passione, il prof. Goi ha costruito.

Un pensiero di vicinanza ai ragazzi delle sue classi e ai docenti che hanno lavorato per tanti anni con lui.

Mandi prof., e grazie

(Sonia Zanier)

 

“Caro Gianfranco te ne sei andato nell’anno più difficile per la scuola, tu che hai dedicato una vita ai ragazzi e alla trasmissione del sapere, con simpatia e passione. Mi mancherai a scuola, sempre di corsa, sempre attento e alla ricerca di cose nuove da proporre ai ragazzi. Bon viaç”

(Stefano Morandini)